Urwerk UR-111C: un mostro di tecnica

di Valentina Cervelli

Inutile dirlo: quando si parla di Urwerk quasi non si può parlare di orologi ma dispositivi a se stanti che portano nelle mani di alcuni fortunati delle preziose testimonianze di tecnica e preparazione. E l’UR- 111C non manca di stupire.

Felix Baumgartner e Martin Frei, i fondatori di Urwerk, non sono maestri che si accontentano di essere eccelsi nell’approccio normale agli accessori: basta pensare alle indicazioni di questo segnatempo dove i minuti sono mostrati in due modi diversi: linearmente e digitalmente per supportare il cliente nella lettura rendendola più agevole.

In pratica le ore e le due versioni dei minuti sono marcate in aperture lungo il lato anteriore della cassa: una rappresentazione del tempo decisamente complicata perché quelli che sono i classici ruotismi orizzontali di un normale movimento meccanico hanno dovuto trovare un compromesso con gli ingranaggi di forma conica chiamati a ripetere l’ora verticalmente. Tentando di descrivere questo orologio, l’Urwerk UR-111C fornisce le indicazioni di: ore saltanti, minuti retrogradi lineari, minuti digitali e secondi digitali.

Questo complesso approccio, grazie alle ruote scheletrate dedicate porta allo scorrimento dei numeri in un modo totalmente futuristico, grazie anche all’impiego della fibra ottica. La cassa dell’orologio non è ovviamente una cassa normale e tutti gli elementi vengono incassati nella stessa agendo lateralmente creando un notevole effetto anche grazie alle finiture particolarmente ricercate. C’è ad ogni modo poco da dire: dell’ UR-111C ne verranno realizzati 25 pezzi con cassa in acciaio lucidato e 25 con la stessa con superficie finita a canna di fucile per un prezzo totale di circa 130.000 franchi svizzeri.

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