Jaeger-LeCoultre celebra il compleanno dell’Atmos

di Antonino

Un regalo esclusivo per un anniversario o una ricorrenza speciale? Jaeger-LeCoultre, un’azienda svizzera operante nella manufattura di orologi dal 1833, suggerisce una raffinatissima soluzione. Tra i suoi apprezzati modelli di orologi da tavolo della serie Atmos, ha recentemente presentato Birthday Clock, autocelebrazione dell’ottantesimo compleanno della serie, iniziata col primo modello nel 1928: Atmos Zero.

Un’invenzione, quella di Jean-Léon Reutte, che ha reso unica la serie in ottant’anni, basandosi su un principio che lo rende assimilabile al moto perpetuo: sfruttando le differenze di temperatura, una soluzione miscela bifasica di cloruro di etile si dilata e mette in moto il meccanismo. La variazione di temperatura di un solo grado centigrado, nel range compreso tra 15°C e 30°C, è sufficiente per un’autonomia di due giorni.

Il movimento scelto per questa edizione a tiratura limitata è il calibro 564, interamente realizzato a mano, con indicazione delle ore, dei minuti, dei mesi e delle fasi lunari.

Tecnica a parte, il Birthday Clock rimane un concentrato di stile e di eleganza. I materiali utilizzati sono l’acciaio rodiato per la cassa e il quadrante, in cui troviamo incastonata una ghiera in madreperla che fa da sfondo alle lancette, e i diamanti che, a seconda della versione, variano da 8 a 16.

Le sue linee si fondono tra il classico e il moderno: i numeri romani e la madreperla accentuano il primo aspetto, mentre i colori e il profilo scelto per le lancette e il datario strizzano l’occhio ad un arredamento più attuale. Per questo l’orologio trova una sua naturale allocazione in ambienti in cui non mancano riferimenti di design.

Atmos Birthday si riconosce per l’omonima scritta sulla parte anteriore, e risulta alquanto singolare la scelta dell’azienda di collocarla proprio lì, quasi fosse l’oggetto di un’interpretazione personale del suo manufattore. Gli orologi da tavolo di Jaeger-LeCoultre godono di buona fama nell’alta società, esemplari nel tempo furono donati infatti a Jonh F. Kennedy e a Winston Churchill.

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