Crisi dell’orologio svizzero, lo spot di Depardieu non piace

di Alba D'Alberto

L’industria dell’orologio svizzero è in crisi e una delle avvisaglie è nel disprezzo dimostrato a gran voce rispetto allo spot che ha visto protagonista Gerard Depardieu. L’attore se ne infischia di ogni critica ma l’ostilità è emblematica della nuova sensibilità dei consumatori. 

A fare un parallelismo tra crisi dell’industria orologiera svizzera e spot, è stata Repubblica che spiega come la pubblicità sia stata apprezzata sul mercato russo. Ecco un riepilogo dello spot.

“Se vuoi far secco un cervo devi essere preciso”, afferma l’attore francese, grande sodale di Putin per ragioni fiscali, che si fa filmare, con il fucile in mano, sulla carcassa di un animale appena abbattuto. È la réclame di Cvstos, un marchio elvetico che produce orologi tanto costosi quanto vistosi, che a quanto pare piacciono ai russi. “Grazie al mio Cvstos sono stato preciso”, dice trionfante Depardieu, a cavalcioni del cervo stecchito, esibendo al polso un grosso orologio da 18mila euro.

Naturalmente hanno fatto la voce grossa gli ambientalisti occidentali, di cui Depardieu non tiene conto. È chiaro però che per tenere in piedi tutto il settore è necessario che ci siano scaramucce di questo tipo. Una tristezza emblematica e indicativa della prima crisi del commercio estero svizzero. A fare il resto ci sono i dati ufficiali sulle vendite.

L’anno scorso le esportazioni hanno toccato i 21,5 miliardi di franchi, poco meno di 20 miliardi di euro, con un calo del 3,3%, rispetto all’anno precedente. Non un dato drammatico, intendiamoci, sufficiente però per creare allarme tra gli operatori elvetici.

La spiegazione di questo tracollo è importante, ma certo non offre una leva corretta a chi ancora affida il business agli orologi di lusso:

“Il rallentamento e, in alcuni casi, il tonfo delle economie emergenti sono in realtà i fattori preponderanti per il calo delle esportazioni, sulla quale pesano inoltre i dazi doganali che ancora esistono nel commercio internazionale, in particolare con la Cina”, spiega a Repubblica.it Sergio Rossi, professore di macroeconomia all’Università di Friburgo. “Inoltre – aggiunge l’esperto – non bisogna dimenticare il ruolo giocato dal franco forte, presso il ceto medio dei principali mercati di sbocco dell’industria orologiera svizzera”.

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