Panerai Radiomir, il ritorno dell’Egiziano

di Antonino

Il Panerai Radiomir è uno tra gli orologi più famosi della storia dell’orologeria italiana. Di indubbia vocazione, sportiva ma prima di tutto militare, è un orologio che nel tempo si è evoluto e ha presentato soluzioni sicuramente innovative nel campo degli strumenti da polso.

Il primo Panerai Radiomir risale al al 1938, realizzazione per la Regia Marina Italiana, e fu successivamente negli anni ’50 anche dalla Marina Egiziana, da qui il nome che lo accompagnato fino a i giorni nostri.

Le sue caratteristiche sono essenziali per la tipologia di utilizzo per cui è stato pensato: quadrante ampio, ben 60 mm di diametro, e soprattutto luminoso – Radiomir prende spunto da una miscela di fosforo e materiale radioattivo per renderlo autoluminoso, abbandonata poi per il trizio – un’ansa spingi corona, per evitare infiltrazioni che potessero danneggiare il movimento, e impermeabilità fino a 100 metri.

Il quadrante è nero, con la classica disposizione del piccolo quadrante dei secondo a ore 9, 4 numeri arabi, e una ghiera ruotante monodirezionale, per il calcolo dei tempi di immersioni, con riferimenti a 15, 30, 45 e 60 minuti, segnati in rosso. I movimento è un calibro Panerai P.2002/7, costruito in proprio, a carica manuale e con riserva di carica fino a 8 giorni, come ben evidenziato in un piccolo quadrante a ore 3, che ne evidenzia anche il brevetto.

Il Panerai Radiomir, in questa edizione limitata a 500 esemplari con cassa interamente in titanio satinato, è dotato di un meccanismo che resetta la lancetta dei secondi nel momento in cui viene estratta la corona di carica, in modo da effettuare una regolazione precisissima.

Il vetro è realizzato in zaffiro antiriflesso, ottenuto dal corindone, con 5,8 mm di spessore. Il cinturino è in cuoio, con fibbia in pendant con la cassa, in cui risalta la cucitura Panerai.

Questo orologio, per il suo design unico e riconoscibile, oltre che essere un prezioso alleato in ogni momento della giornata, rimane un ottimo investimento per gli appassionati, data la longevità del modello e le sue plurime caratterizzazioni nel corso degli anni, che lo hanno reso uno tra i più ricercati di tutta la produzione italiana.

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