Colin Firth & Chopard, un connubio da viaggiatori

di Alba D'Alberto

Qual è l’orologio giusto per i viaggiatori e che caratteristiche deve avere il cronografo dedicato a chi parte sempre per nuove avventure. Un marchio su tutti sembra rispondere alla domanda: Chopard. 

Il brand in questione ha dimostrato di avere le caratteristiche giuste per soddisfare le esigenze dei viaggiatori. Tanto che in occasione dell’inaugurazione di una mostra a Londra, è stata lanciata anche la nuova collezione L.U.C. Traveler.

Si tratta di una nuova linea di orologi Chopard dedicata al gentleman viaggiatore. A volerla è stato Karl-Friedrich Scheufele che è copresidente di Chopard. Ospite Colin Firth, un gentleman cinematografico (e reale). La storia di Scheufele parte da lontano. La racconta con queste parole Amica.it:

nel 1996, Karl-Friedrich Scheufele decise di far rivivere il patrimonio orologiero del fondatore Louis-Ulysse Chopard creando anche una manifattura nel villaggio di Fleurier e lanciando L.U.C (le iniziali del fondatore), pensando, appunto, ai gentlemen moderni.

A distanza di vent’anni, L.U.C si rinnova: è stata lanciata una nuova linea, che comprende un modello GMT e un altro con gli orari mondiali. La linea in questione è stata presentata a Londra, la patria dei gentleman viaggiatori. Ad invitare tutti ci ha pensato Karl-Friedrich Scheufele, creando un vero e proprio evento di presentazione e della mostra “L.U.C. L’arte di una manifattura, la creazione di un patrimonio dell’orologeria”.

Colin Firth, presente con un L.U.C XPS Fairmined al polso, ha raccontato:

“Ho visitato la fabbrica di orologi L.U.C di Chopard a Fleurier come parte di “The Journey” per il lusso sostenibile: un progetto che Eco-Age, l’azienda che ho co-fondato con mia moglie Livia, ha intrapreso con Chopard al fine di estrarre oro Fairmined. Vedere le fasi della filiera produttiva di Chopard è un’esperienza illuminante. Un orologio è una storia di mani: ci sono le mani che estraggono l’oro, il quale passa a sua volta attraverso le mani degli artigiani che fabbricano l’orologio, il quale arriva infine nelle mani della persona che lo indosserà. C’è sempre una storia dietro tutto ciò che si consuma, e si può scegliere di sapere o di non sapere quale parte si gioca in quella storia”

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