Orologio Patek Philippe 5216R Grande Complicazione

di Joel

 Patek Philippe 5216R è l’erede della referenza lanciata nel 1993. E’ una Grande Complicazione con le funzioni di ripetizione minuti, tourbillon calendario perpetuo e fasi lunari.

Il Calibro R TO 27 PS QR LU alloggia ora in una nuova cassa per ottenere dalla musica dei suoi rintocchi note ancora più melodiche. Non solo un meccanismo a ripetizione minuti è difficile da costruire per un infinità di minuscoli particolari come molle, rastrelli, camme e chiocciole che lo governano, ma anche e soprattutto per la ricerca di un acustica ottimale, traguardo più difficile da ottenere in un segnatempo da polso – di minori dimensioni rispetto a uno da tasca.

Di fatti se la cassa della precedente referenza aveva un diametro di 36,80 mm, quello della nuova referenza è passato a 39,50 mm. In un microcosmo meccanico dove tutto si gioca al centesimo di millimetro o quasi, l’aumento di 2,7 mm del diametro equivale ad un spazio infinitamente più grande. Una differenza che gli orologiai Patek Philippe dicono essere rilevabile anche a orecchio.

Con i suoi 69 componenti, la minuscola gabbia in acciaio pesa soltanto 0,3 grammi. Partendo dal principio che il tourbillon deve prestare esclusivamente il suo servizio al raggiungimento della precisione, e che deve pertanto rimanere sempre perfettamente lubrificato, Patek Philippe rispetta la tradizione orologiera che consiste nel non metterlo in mostra attraverso un’apertura sul quadrante.

I raggi ultravioletti della luce del giorno possono in effetti diminuire sensibilmente la qualità dell’olio in un tempo molto breve.

Il tourbillon si può tuttavia ammirare attraverso il fondo cassa in cristallo di zaffiro. Questa discrezione è ricompensata da una precisione che si aggira – conformemente alle esigenze del Sigillo Patek Philippe riguardanti i movimenti dotati di tourbillon – entro uno scarto massimo da –2 à +1 secondo al giorno (prestazione ottenibile anche con movimenti dotati di meccanismo regolatore tradizionale, ma di grandi dimensioni e con certificazione di cronometro ndr.).

La regolazione di ogni referenza 5216 è un’operazione molto delicata e può richiedere fino a diversi mesi. I risultati sono attestati individualmente da un “bollettino di precisione di marcia”. Il calendario del 5216R sarebbe in grado d’indicare data, il giorno della settimana, il mese e la sequenza degli anni bisestili fino al 2.100, senza compiere un solo errore se teoricamente potesse rimanere sempre in funzionamento.

Il giorno, il mese e il ciclo degli anni bisestili appaiono in piccole finestrelle, mentre la data è indicata da una lancetta retrograda che percorre un arco di cerchio di 250°, prima di ritornare con uno scatto al primo del mese successivo. Un meccanismo di sicurezza impedisce che, saltando all’indietro, la lancetta rimbalzi sul 2 o sul 3. Le fasi lunari che sono, di fatto, un’altra complicazione.

Esse sono mostrate al centro del quadrantino dei piccoli secondi, situato nella posizione classica a ore 6. Oramai in orologeria non è una novità riuscire a leggere quest’indicazione in maniera oserei dire “perpetua”. Per perdere un solo giorno nel calcolo delle lunazioni bisognerebbe attendere 122 anni, per sbagliare un intero ciclo, 3420 anni. La cassa rotonda in oro rosa, all’esterno riprende il design del Patek Philippe più familiare: il Calatrava.

La carica manuale quotidiana si compie con una corona convenzionale di grandi dimensioni. Ad assicurare al polso questo Grande Complicazione un cinturino in alligatore cucito a mano con fibbia a deployante, ovviamente in oro rosa 18k.

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