Urwerk UR-100 Gunmetal: orologio visionario

di Valentina Cervelli

Urwerk UR-100 Gunmetal è un orologio, in piena linea con il brand di cui fa parte, visionario e dalla tecnica ineccepibile. Gli esemplari di questa firma lasciano sempre a bocca aperta e questo modello non è decisamente da meno.

Quando segnare il tempo diventa arte

Felix Baumgarder e Martin Frei, rispettivamente orologiaio e designer di questo marchio sono specializzati nella creazione di segnatempo incredibilmente complicati e per questo molto affascinanti. La meccanica da loro presentata ha dell’incredibile e proprio per la sua complessità amata molto dai loro estimatori e dai collezionisti.

Urwerk UR-100 Gunmetal è il modello che hanno deciso di lanciare per celebrare il nuovo anno e fa parte di una collezione dedicata a celebrare il sole: in fin dei conti, come sottolinea il brand, il sole è stato il primo orologio dell’umanità. Questo modello rappresenta il tempo in modo del tutto particolare, ovvero sfruttando l’affissione “ore vagabonde”: essa è nata in Italia a metà del 1600 e fu richiesta da papa Alessandro VI ai fratelli Campani. Ad essi richiese un orologio da torre visibile di notte ma silenzioso.

Cosa decisero quindi i due orologiai? Scelsero di usare al posto delle lancette dei dischi rotanti che marcando un semicerchio con la scala dei minuti retroilluminata da una lampada a olio riusciva a indicare l’ora proprio nel modo richiesto dal pontefice. Ovviamente l’applicazione della tecnica sull’orologio Urwerk e decisamente più “fine” e moderna: è infatti prevista una configurazione a satellite per le ore vagbonde ed i minuti e la presentazione di dati di movimento terrestre tutti nello stesso quadrante.

A livello estetico, sul display dell’UR-100 GunMetal il tempo e distanza sono alla pari, le ore e i minuti in verde vivido e i chilometri sono rappresentanti in un bianco intenso in grado di spiccare.

Come è nato l’UR-100 GunMetal

Come è nato l’UR-100 GunMetal? In questo caso, così come raccontato proprio da Felix Baumgartner vi è lo zampino del padre, noto restauratore di orologi antichi, che gli donò in passato un orologio del 1893 realizzato da Gustave Sandoz che invece di mostrare il tempo mostra la distanza percorsa da un punto sull’equatore.

A far funziona e il tutto, all’interno di questo modello è il calibro 12.01 che gestisce la rotazione di tutta la configurazione a satellite. La cassa, in titanio, è caratterizzata da un diametro di 41 mm ed è rivestita in PVD color grigio canna di fucile. Questo orologio sarà ovviamente disponibile in edizione limitata: la referenza consterà solo di 25 esemplari dal costo di 48mila franchi svizzeri.

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