Royal Pop, il fenomeno Audemars Piguet x Swatch

Royal Pop, la collaborazione tra Audemars Piguet e Swatch è diventata, nel giro di pochi giorni, uno dei fenomeni più discussi nel mondo dell’orologeria. A partire dalle lunghe file davanti ai negozi.

Una collaborazione davvero di livello

Dopo il successo delle precedenti partnership di Swatch con Omega e Blancpain, in molti si aspettavano un nuovo accordo con un marchio prestigioso. Pochi immaginavano però il coinvolgimento di Audemars Piguet, una delle maison più esclusive dell’alta orologeria svizzera.

Il Royal Pop prende ispirazione dal celebre Royal Oak, l’orologio sportivo di lusso creato da Gérald Genta negli anni Settanta e diventato nel tempo uno status symbol con prezzi che spesso superano decine di migliaia di euro. Swatch e Audemars Piguet hanno però scelto una strada inattesa con Royal Pop: invece di realizzare un classico orologio da polso, hanno presentato una collezione di otto modelli coloratissimi ispirati agli storici Swatch POP degli anni Ottanta, reinterpretati come orologi da tasca o pendenti indossabili.

Dal punto di vista tecnico, i modelli utilizzano casse in bioceramica, il materiale già visto nelle collezioni MoonSwatch, con forme che richiamano la celebre lunetta ottagonale del Royal Oak. All’interno è presente il movimento meccanico SISTEM51, uno dei sistemi automatici più innovativi prodotti da Swatch, composto da appena 51 componenti assemblati quasi interamente tramite processi automatizzati.

Alcune versioni adottano configurazioni Lepine, con corona a ore 12, mentre altre utilizzano lo stile Savonnette, con corona laterale e piccoli secondi separati.

La frenesia da Royal Pop

Uno degli aspetti che ha fatto più discutere riguarda il prezzo. I Royal Pop vengono venduti a circa 400 dollari, una cifra molto distante dai prezzi degli Audemars Piguet tradizionali. Questo ha acceso il dibattito tra gli appassionati. Dove da una parte c’è chi considera l’operazione un modo intelligente per avvicinare nuovi clienti al marchio, dall’altra chi teme che una collaborazione così “popolare” possa ridurre l’esclusività di Audemars Piguet.

La reazione del pubblico è stata impressionante. In numerose città del mondo si sono formate file lunghissime davanti ai negozi Swatch già diversi giorni prima del lancio ufficiale. A New York, Londra, Milano, Dubai e Parigi centinaia di persone hanno campeggiato all’esterno delle boutique nella speranza di acquistare uno dei modelli disponibili. In alcuni casi si sono verificati momenti di tensione, con interventi della polizia e chiusure temporanee dei negozi per ragioni di sicurezza.

Gran parte della corsa all’acquisto è legata anche al fenomeno del reselling. Subito dopo il lancio, diversi Royal Pop sono comparsi online a prezzi enormemente superiori rispetto a quelli ufficiali, arrivando in alcuni casi a superare i 10 mila dollari.

Questo dimostra quanto il mercato degli orologi sia sempre più influenzato dall’hype e dai social network, dove collaborazioni di questo tipo diventano eventi culturali oltre che commerciali.

Lascia un commento