Rolex, aste da sogno nel weekend

di Valentina Cervelli Commenta

Per capire quanto un brand possa essere importante a livello sociale ed economico basta vedere cosa succede quando lo stesso viene battuto all’asta. Ed ancora una volta Phillips insieme a Bacs & Russo e Sotheby’s hanno dimostrato che il Rolex è tra i marchi che più sono in grado di lasciare il segno.

Con questo non vogliamo dimenticare cosa sia in grado di scatenare anche un buon Patek Philippe, ma è impossibile ignorare quel che un brand di lusso come la Rolex riesce a scatenare.

Partiamo prima di tutto dal Daytona Ultimatum – The Unicorn referenza 6265: Phillips ha infatti venduto l’unico Rolex Cosmograph Daytona vintage in oro bianco esistente (almeno questo è ciò che si conosce ufficialmente, N.d.R.), appartenuto a John Goldberger. Il prezzo, per quanto distante dai 15 milioni circa del Daytona di Paul Newman,  è sempre stato di 4,96 milioni di euro, la seconda più alta cifra mai raggiunta per un orologio da polso. Una vendita molto importante non solo per il costo: i proventi sono stati infatti devoluti a Children Action, un’ organizzazione che si prende cura dell’infanzia difficile che ha sede a Ginevra.

Anche Sotheby’s ha avuto il suo bel da fare e questa volta proprio con un Rolex Paul Newman, proodotto nel 1969 e considerato decisamente raro per via del suo quadrante “tropicale” dai colori cangianti:  795 mila euro il prezzo finale, più del doppio della base di asta. Insomma, è un marchio che attrae e non poco i collezionisti, soprattutto quelli che grazie ad una forte disponibilità economica possono permettersi delle vere e proprie imprese.

 

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